Più di una semplice simulazione, l’originale produzione è stata un emozionante viaggio nel tempo
Il profumo intenso del basilico fresco, il rosso vivo dei pomodori maturi e quel chiacchiericcio complice che riempie la stanza. Per molti anziani, la preparazione della salsa di pomodoro non è semplicemente una ricetta, ma un vero e proprio viaggio nel tempo. All’interno di “Villa Torano”, la Residenza Sanitaria Assistenziale di Torano Castello (Cs), il ritorno a questo antico rito estivo si è trasformato in molto più di un’attività ricreativa: è diventata una potente terapia capace di risvegliare i ricordi, stimolare la mente e restituire ai nostri ospiti il senso di casa.
L’idea di preparare la salsa secondo l’antica usanza delle famiglie del posto si è accesa durante una sessione di Terapia occupazionale quando, anche grazie al richiamo alle attività di vita quotidiana, l’argomento è stato scandagliato in ogni suo aspetto. Perché allora non rimettere le mani in pasta… pardon, in salsa? Il “sacro” rito è stato rispettato in ogni passaggio, quella che nelle intenzioni doveva essere solo una simulazione, in realtà, ha assunto le caratteristiche di una lavorazione a dir poco professionale essendo stata predisposta nei minimi particolari, dalla scelta delle attrezzature e degli utensili più adatti, alla selezione delle materie prime migliori. I nostri ospiti sono stati istruiti e preparati in linea con le norme igieniche sanitarie vigenti ed hanno indossato guanti, cuffie e grembiuli. Tutti hanno partecipato mettendo all’opera le loro abilità a partire dalla pulizia dei pomodori, dando prova delle competenze pratiche acquisite negli anni e rievocando le esperienze passate, le tradizioni locali e le abitudini di un tempo. Poi tutti insieme, ognuno secondo le sue possibilità, hanno spezzettato i pomodori da collocare negli appositi vasetti. È stato un bel lavoro di squadra dove la socializzazione e la collaborazione tra gli ospiti ha vinto su tutto! Dove il senso di appartenenza al gruppo e alla comunità residenziale ha avuto un impatto assai rilevante! Cosi come considerevole è stato il risultato dell’esercizio di rievocazione e di potenziamento cognitivo celato dietro alla lavorazione della salsa: il riconoscimento e l’uso appropriato degli strumenti e delle tecniche di preparazione e cottura ha riaperto un universo di memorie procedurali e autobiografiche stupefacente. E, poi, anche dal punto di vista dell’autonomia e delle abilità fino-motorie e di coordinamento occhio-mano l’attività ha registrato un ottimo riscontro in coloro che sono riusciti a maneggiare la strumentazione per spezzettare, per esempio, i pomodori e riempire i vasetti. L’attività si è conclusa con la chiusura dei barattoli posti a bollire nel pentolone. La tradizionale pratica è stata, dunque, uno strumento capace di collegare la storia individuale e le tradizioni popolari, è stata uno stimolo forte per la partecipazione all’attività, ha prodotto una piacevole rievocazione dei ricordi e favorito l’interazione verbale tra gli ospiti, così come la collaborazione nell’esecuzione dei compiti, l’espressione di emozioni positive, il mantenimento dell’attenzione per il tempo necessario all’azione. Non è stata soltanto una salsa, è stato un tripudio di emozioni e di obiettivi raggiunti!











