A Villa Torano riparte il progetto dai notevoli benefici multidimensionali
L’attività di ortoterapia è sempre stata tra le preferite degli ospiti di “Villa Torano”, la Residenza Sanitaria Assistenziale di Torano Castello (Cs) ma quello che all’inizio si presentava come un momento soprattutto ricreativo si è trasformato, nel tempo, in un vero e proprio percorso terapeutico di eccellenza, dove gli ospiti non sono stati semplici spettatori, ma protagonisti attivi, competenti e appassionati.
L’impiego del giardinaggio come strumento terapeutico ha offerto negli anni benefici multidimensionali che hanno trovato terreno fertile proprio nella costanza del progetto: non un evento isolato, infatti, ma una proposta psicoeducativa dal ritmo ben scandito che, nella circolarità delle stagioni, ha offerto agli ospiti una routine rassicurante e stimolante al tempo stesso.
Le prime attività di maggio hanno previsto gli interventi preliminari di preparazione del terreno e di scelta delle colture da piantumare e di cui prendersi cura. Una volta reperiti tutti gli utensili ed i contenitori necessari all’uso, in una bella mattinata all’aperto, dietro la guida dell’équipe multidisciplinare, i nostri ospiti si sono dilettati nel travaso di piantine aromatiche tra cui timo, rosmarino e basilico, ma anche di ortaggi e verdure di stagione e, ancora, di piante ornamentali come il geranio e la portulaca grandiflora. L’orto di Villa Torano è diventato così un luogo di incontro: lavorare tutti insieme ha permesso agli ospiti di condividere ricordi, scambiarsi consigli e sentirsi parte di una comunità attiva, dove il contributo di ciascuno è risultato fondamentale per il successo del lavoro di tutti. È stato bello registrare una sintonia tra i più ed i meno esperti, una condivisione entusiastica di procedure e “segreti” del mestiere, una partecipazione attiva in cui la progettualità l’ha fatta da padrona. Il contatto con la natura e la cura del verde hanno migliorato la condizione globale di benessere fisico e psicologico dei nonnini intenti e più desiderosi di uscire da eventuali condizioni di isolamento, recuperare stralci di memoria e concentrarsi più possibile sul completamento del compito assegnato. È noto che la pianificazione dei rinvasi, il riconoscimento delle piante e la gestione del ciclo di crescita stimolano, infatti, le funzioni esecutive, aiutando a mantenere viva la memoria procedurale e l’attenzione. Le operazioni di cura, poi, dalla preparazione della terra fino all’irrigazione rappresentano un eccellente e dolce esercizio fisico che coniuga il potenziamento della mobilità articolare, la coordinazione oculo-manuale e il mantenimento della forza muscolare in modo naturale. In fondo, per tanti di loro, prendersi cura della pianta significa prendersi cura di se stessi andando a lavorare sull’innalzamento del livello di autoefficacia e, quindi, di autostima.












