Sulla spiaggia di Sibari si afferma il diritto alla felicità degli ospiti di Mottafollone e Spezzano Albanese
C’era chi la salsedine la respirava per la prima volta, chi il mare lo ritrovava anche dopo 30 anni di lontananza e chi, non potendolo apprezzare con la vista, se lo è dipinto dentro ascoltando la voce dell’acqua e il calore del sole. Non è stata una semplice gita estiva ma un “mare di sorrisi” quello che ha portato gli ospiti delle Residenze cosentine di Mottafollone e di Spezzano Albanese dritti fuori dalle mura protette e dentro la vita. Dal cartellone del conto alla rovescia fatto a mano nei laboratori fino al bagno ristoratore nel mare piatto di Sibari, l’uscita al Lido Maritato si è trasformata in una potente terapia del ricordo e della “normalità”. Perché la fragilità ha ceduto il passo all’euforia di chi si è sentito pronto a nuotare senza remore dimostrando che la felicità non ha età, ma solo bisogno di un orizzonte blu.
Una giornata davvero speciale quella organizzata lunedì 7 settembre per la seconda edizione del progetto “Un’estate al mare” dedicato agli ospiti delle Rsa del gruppo pgg healthcare e che intende il mare come una terapia naturale e la spiaggia come un caldo abbraccio capace di infondere spensieratezza e gioia. L’uscita sul territorio ha rappresentato, infatti, un momento indimenticabile che ha unito terapia, socializzazione e tanto divertimento ma soprattutto ha visto operare con grande affiatamento, fianco a fianco, tutto l’entourage aziendale. “Il mare è libertà, è serenità, il mare è felicità” ha detto a gran voce l’amministratore unico del Gruppo, Gianmario Poggi Madarena promoter appassionato, insieme ai suoi fratelli Vittorio e Alessandro, di iniziative uniche come questa, così potenti da “regalare ricordi indelebili ai nostri anziani”. Uscire dal contesto protetto della Struttura ha consentito, infatti, ai nostri ospiti di condividere un’esperienza insolita e piacevole, rafforzando il senso di comunità e rompendo la routine assistenziale, riabbracciando la vita anche se in una condizione di fragilità grazie al potere inclusivo del mare ed alla volontà manageriale di garantire, tra gli altri, il diritto al tempo libero, al divertimento e al contatto con il mondo esterno, valorizzando la soggettività di ognuno.
Le allegre comitive hanno potuto raggiungere la Marina di Sibari grazie alla disponibilità della “Misericordia di San Sosti” che ha messo a disposizione mezzi e volontari per garantire il trasporto in sicurezza. La scelta della location non è stata casuale: lo stabilimento balneare è, infatti, dedito all’accoglienza inclusiva essendo perfettamente attrezzato ad accogliere persone con disabilità o compromissioni della deambulazione, garantendo a tutti massima accessibilità e sicurezza. Dal canto suo, il management ha dimostrato, ancora una volta, la sua capacità di mettere insieme visione aziendale strategica e umanità profonda facendosi promotore entusiasta dell’iniziativa e contribuendo attivamente alla realizzazione di tutte le fasi del progetto, dalla pianificazione alla sua concreta attuazione. In spiaggia i fratelli Poggi Madarena si sono confermati custodi della gioia quotidiana dei loro ospiti ed hanno distribuito personalmente un kit di benvenuto composto da borsa mare, telo e cappellino. Il calore del personale del lido ed una buona e rigenerante merenda in riva al mare piatto e cristallino hanno fatto il resto.
Il tempo felice. La mattinata è trascorsa piacevolmente, tra relax e attività terapeutiche all’aria aperta. Ognuno ha potuto vivere il mare a modo suo: alcuni ospiti dopo aver messo la crema solare si sono rilassati sulla spiaggia, godendosi la brezza marina e mettendo i piedi nell’acqua per assaporare il fresco della riva; altri, invece, hanno provato la gioia di un vero e proprio bagno rigenerante, immersi nelle acque trasparenti di Sibari grazie al supporto attento, sicuro e affettuoso delle Operatrici socio sanitarie delle Strutture. Ma ciò che ha reso davvero straordinaria questa giornata è stata l’atmosfera: una mattinata densa di risate, dialoghi sereni, selfie e fotografie per immortalare la gioia e l’assoluta spensieratezza, che ha regalato ai nonni delle due Rsa una parentesi di pura felicità e continuità con la vita sociale oltre le mura della Residenza. Il profumo della salsedine, il rumore delle onde e il contatto con le conchiglie hanno risvegliano ricordi d’infanzia e di gioventù, stimolando il riaffiorare dei ricordi più autentici e la bellezza di condividerli grazie al potere evocativo della parola.
I fervidi preparativi. Nei giorni che hanno preceduto l’uscita al mare, l’attesa è diventata parte integrante dell’esperienza. Durante le attività laboratoriali grafico-creative, gli ospiti si sono messi all’opera per preparare un cartellone dedicato al conto alla rovescia ed uno speciale photobooth a tema mare, realizzato con polistirolo, carta, bottoni e tempere, pensato per fare da cornice all’allegria e rendere ancora più divertenti gli scatti della giornata. A Mottafollone, anche durante il gruppo ascolto, il mare è stato al centro dei pensieri e dei racconti degli ospiti che hanno voluto, per esempio, conoscere il percorso per arrivare al mare così da intraprendere anche un viaggio nei loro ricordi. L’attesa, alla fine, è stata ampiamente ripagata anche per la preziosa presenza dei loro familiari che hanno affiancato lo staff aziendale.
Oltre la riabilitazione tradizionale. Più di una semplice giornata al mare, è stata quindi un’esperienza di vita, memoria e relazione. Per alcuni ha rappresentato il ritorno in un luogo familiare, per altri un’occasione per riscoprire emozioni dimenticate e, per qualcuno, addirittura la possibilità di vivere il mare per la prima volta. Il decadimento cognitivo o l’età avanzata spesso imprigionano la persona nel perimetro del presente assistito, invece, stimoli primordiali e naturali come il profumo della salsedine, il rumore delle onde o il calore della sabbia hanno agito come chiavi biologiche e psicologiche formidabili. Ancora prima di questo, la coprogettazione dell’iniziativa ha creato una dimensione di progettualità anche creativa e di aspettativa positiva che è andata a contrastare l’apatia tipica della condizione di fragilità. La compartecipazione attiva di tutto il personale della Rsa con i manager in prima linea, la condivisione dell’allegria, del gioco e dello spuntino ha azzerato lo status dell’ospite di una Struttura ed affermato quello di persona tra persone. La bellezza degli affetti e dei legami intergenerazionali ha messo, poi, un ulteriore accento d’amore alla giornata. Iniziative di questo tipo ricordano, insomma, che la qualità della vita non si misura solo in termini di sicurezza clinica, prevenzione del rischio o correttezza terapeutica ma in “ore di felicità” passando da un modello di assistenza ad un modello di ospitalità dove la fragilità non cancella il diritto al vento in faccia, alla meraviglia, all’acqua salata e alla commozione di sentirsi ancora parte del mondo.
Le Testimonianze
Le testimonianze
Il giorno successivo all’uscita, i nostri ospiti di Mottafollone hanno condiviso le loro impressioni e descritto emozioni e ricordi riaffiorati. Attraverso le loro parole è emerso quanto questa esperienza abbia rappresentato qualcosa di diverso per ciascuno: per alcuni un ritorno al passato, per altri una scoperta, per altri ancora semplicemente un momento di serenità e condivisione.
Leopoldo, non vedente, ha vissuto la giornata attraverso tutti gli altri sensi: “È stato un bell’incontro, anche perché abbiamo avuto modo di condividere la mattinata con i giovani proprietari della struttura. È stata una giornata spensierata. Non potendo osservare con gli occhi, ho percepito quello che mi stava attorno attraverso gli altri organi sensoriali: il contatto con la sabbia e con l’acqua, il calore del sole, l’ombra degli alberi e la voce del mare che mormorava sereno”.
Per Tonino è stata una giornata speciale anche per il tempo trascorso lontano dal mare: “È stata una giornata favorevole anche dal punto di vista climatico. È stato piacevole perché non andavo dal mare da un po’ di anni. Vederlo mi ha portato allegria”.
Francesca ha ritrovato il ricordo delle giornate trascorse con i suoi bambini: “Il mare mi piaceva tanto quando andavo con i miei bambini. Non nuoto perché ho paura dell’acqua, ma mi piace guardare gli altri. Ho provato gioia nel vedere il mare e le persone sulla spiaggia. Ho mangiato due fette di torta molto buone e c’era anche un cagnolino simpatico che mi veniva vicino”.
Per Rosina, la felicità è stata soprattutto quella di condividere l’esperienza con una persona cara: “Ho avuto il piacere di condividere questa esperienza con mio nipote Angelo. Non ho fatto il bagno, ma sono stata contenta di guardarlo”.
Luigi ha raccontato con semplicità la sua giornata: “Mi sono divertito, mi sono bagnato le gambe. Guardare il mare mi ha fatto piacere e mi sono sentito allegro”.
Per Antonio, il valore più grande è stato proprio quello della condivisione: “Mi è piaciuto tantissimo perché abbiamo passato una giornata diversa. La cosa più bella è stata condividere con i proprietari dell’azienda questo momento di allegria. Ci hanno fatto divertire. Sono stati con noi tutto il tempo e hanno fatto il bagno con noi”.
Francesco ha descritto la sua emozione con entusiasmo e ironia: “Ho passato tre ore della mia vita felice. Con quella euforia che avevo sarei arrivato a nuoto dappertutto. C’erano le mie nipotine, che si sono divertite tanto, e sono stato felice di stare con loro”.
Per Giovanna, invece, il mare ha rappresentato un vero e proprio ritorno a casa: “Quando ho visto il mare non potevo crederci e ho pensato di essere ritornata nel mio posto. Io abitavo vicino al mare e ci andavo spesso, portando da mangiare. Sono stata sotto la pineta e mi sono rilassata. Quando mi hanno chiamato per ritornare in struttura non volevo tornare. Sono stata contentissima e non vedo l’ora di ritornarci”.
Per Saverio si è trattato addirittura della prima volta: “Non ero mai stato al mare. È stata una giornata bellissima. Mi hanno fatto fare il bagno e sono stato con mio figlio e mia nuora”.
Giuseppe ha apprezzato soprattutto la possibilità di rilassarsi e godersi l’atmosfera: “Una giornata bella. Mi sono sdraiato vicino al mare, sotto l’ombrellone, e mi sono scialato all’aria fresca”.
Infine, per Francesco è stata semplicemente “una giornata bellissima perché faceva caldo e c’era tanta gente”.











