L’acqua di San Giovanni: l’antico rito propiziatorio prende vita nella Rsa di Torano Castello

Simbolo di purificazione e rinascita, ha fatto rivivere ai nonnini bei ricordi e suggestive tradizioni

Il profumo delle erbette selvatiche e dei petali di fiori ha riempito, nei giorni scorsi, i corridoi della Rsa di Torano Castello (Cs) ed i cuori di tutti gli ospiti che hanno preso parte all’antica tradizione dell’acqua di San Giovanni, il rituale che si compie tra il 23 ed il 24 giugno, capace di abbattere i muri della memoria e di trasformare un semplice gesto di cura in un ponte luminoso tra le generazioni. Dietro la guida dell’équipe multidisciplinare, i nostri nonnini hanno trascorso una piacevolissima mattinata in giardino alla ricerca dei doni spontanei più belli della natura, ne hanno scelto le forme e le profumazioni più rare, hanno selezionato boccioli e gemme ed hanno immerso foglie e fiori in alcune bacinelle d’acqua per lasciarli, poi, riposare sotto il cielo della magica notte che coincide con il solstizio d’estate. Per come da predizione, al mattino quest’acqua ha portato con sé profumi, sentori e buoni auspici, essendo simbolo di benessere, prosperità e rinascita.

Questa attività ha unito ricordi, racconti, gesti semplici e grandi emozioni, riproporla ha avuto il potere di far sentire ognuno parte di una narrazione che attraversa la storia, la tradizione e le antiche credenze. All’indomani del rito, seguendo il dettato del mito, ogni ospite ha lavato le mani in quest’acqua quale gesto propiziatorio di salute e purificazione. La lettura e la condivisione della storia di San Giovanni, insieme ad una preghiera rivolta al santo, hanno aggiunto ulteriori bellissime suggestioni alla giornata.

È stato bello riscontrare come le ricadute terapeutiche di un’attività come la preparazione dell’acqua di San Giovanni in una Struttura residenziale siano andate ben oltre la semplice evasione dalla routine settimanale. Questo antico rituale si è trasformato in un intervento multisensoriale, capace di agire su più livelli del benessere psico-fisico dei nostri ospiti andando ad operare una stimolazione sensoriale e cognitiva, tramite il contatto tattile con i fiori freschi, l’olfatto sollecitato dai profumi intensi del giardino e la vista dei colori vivaci, un recupero della memoria autobiografica e la riduzione di stati ansiosi attraverso la lentezza dei gesti e l’atmosfera distesa. E poi, il “laboratorio” si è trasformato in uno spazio collettivo di condivisione e scambio in cui si è notevolmente ridotto il senso di isolamento e si è potenziata la capacità empatica di ognuno.

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