La fisarmonica diventa ponte emotivo col passato e strumento di benevolo accoglimento del presente
La magia del Natale continua a scaldare i cuori degli ospiti della Rsa di Spezzano Albanese (Cs). Questa volta è stato il timbro caldo della fisarmonica, un po’ nostalgico e allo stesso tempo gioioso, popolare, a richiamare le antiche tradizioni, la dimensione familiare ed il fascino delle atmosfere natalizie. Franco Bruno e Trinidad Tarsiano hanno fatto visita in Struttura e che con la loro voce inconfondibile e le note dal sapore antico, hanno trasmesso ai nonnini tanta allegria e vivacità, contribuendo a creare un clima davvero gioioso. Il loro è stato un biglietto d’auguri sonoro, una carezza beneaugurante tradotta in musica in grado di elicitare, nei presenti, molteplici suggestioni facendo da ponte emotivo verso il loro passato. L’esecuzione ha trasportato tutti quanti in una dimensione piacevole e distesa che ha fatto riaffiorare anche i più bei ricordi d’infanzia e di gioventù, che è riuscita a rafforzare il loro senso identitario pur nell’accoglimento benevolo del momento presente e delle gioiose opportunità che esso è in grado di offrire. E poi la musica è stata coinvolgente perché ha infuso tutt’intorno un’aria di festa, di unione e di condivisione comunitaria. Si sono alternati ritmi di ogni tipo: tarantella, pizzica e valzer quelli che più di tutti hanno invitato al movimento e alla partecipazione gioiosa, incoraggiando i nostri ospiti a battere le mani ed i piedi e riuscendo, perfino, a far accennare qualche piccolo passo di danza.
Dall’altro lato, i musicisti si sono nutriti di questo entusiasmo e lo hanno moltiplicato offrendo, con soddisfazione, più e più note su un pentagramma simbolico su cui ognuno ha potuto disegnare attimi di felicità. Il canto e tutto quello che è avvenuto intorno hanno avuto un potere terapeutico sia nell’immediatezza dell’esecuzione che nei momenti successivi quando in tutti era ancora vivo il ricordo di quel tempo spensierato vissuto appieno a ritmo di musica.
L’iniziativa ha avuto anche un’incursione golosa: dalle sapienti mani delle cuoche della Struttura hanno preso forma i cosiddetti “cuddrurieddri”, le deliziose frittelle della tradizione culinaria calabrese, ricoperte di zucchero. Questa speciale merenda ha soddisfatto anche il palato di tutti ed ha rappresentato un ulteriore momento di convivialità. È stato un pomeriggio di autentica felicità, dove musica, gastronomia e ottima compagnia hanno creato un’atmosfera familiare e serena che ha lasciato il dolce ricordo dei gesti semplici ma dal profondo valore simbolico.












